GLI INSOSPETTABILI

11/02/2018


“Ma quanto sei dolce!!!” “Oddio che amore!!!” “Mamma mia che tenerezza” …
Così, arrivando nella nuova casa, trionfante, tra le braccia di chi ti sta dichiarando tutto il suo amore
(lo stesso chi, che, a distanza di qualche tempo, ti vorrà legare in autostrada, solo perché hai mangiato
il suo costume preferito) guardi fiera tutto quello che un giorno sarà tuo: il giardino, l’orto, i vasi, il divano,
il letto, i cuscini, la cucina, la televisione, i tappeti, il bagno, la porta, i mobili, le ciabatte, i calzini, le scale,
insomma una lunga, infinita serie di giochi tutti per me.
Diciamo che noi Golden siamo agevolati dall’immaginario collettivo che ci dipinge come dei giuggioloni simpatici
che amano rincorrere la carta igienica per tutta la casa.
Peccato che non vi abbiano fatto vedere il secondo tempo di quel film: quella carta igienica poi o la mangiamo,
costringendovi ad andare nel cuore della notte in una clinica veterinaria 24h per fare una lavanda gastrica,
nel mentre che i vostri compagni umani saranno messi in rianimazione una volta vista la fattura.
Oppure la facciamo in mille pezzi, regalandovi al vostro ritorno il carnevale di Rio e una caccia al tesoro,
che vi farà trovare pallini bianchi insalivati, per mesi, negli angoli più impensabili.
Ma noi vi guarderemo con questi occhi da Bambi appena rimasto orfano, e tutto ci verrà perdonato.
Perché noi in quella casa potremo tutto.
Nessuno vi dice la verità: cosa si nasconde dietro a quegli occhi? Un Ninja travestito da Golden.
E tutto non sarà più come prima.
“Ricordati che non voglio che salga sul divano” “Scordati che salga sul letto” “Mangerà solo le sue cose”.
Poche regole ma categoriche. Pochi divieti ma fondamentali.
Chi ha guadagnato il pezzo di chaise longue del divano…? Chi si spaparanza sul piumone del letto…?
Chi divora la crosta della pizza…? Chiedetemelo, ci tengo!
Siamo capaci di digerire anche i sassi e la plastica: non ho avuto pietà nemmeno di un Puffo,
con pazienza l’ho segmentato e masticato. Solo la testa è rimasta come indizio sul pavimento, che
fosse da monito per gli altri.
Il giorno in cui la mia compagna umana ha trovato in cima a una mia cacca il corpo tumefatto del povero esserino
blu, sono stata battezzata “il tritatutto”.
Non avrete più una casa pulita, ci saranno peli che rotolano come nei film western, terriccio vario
sparpagliato qua e là, non avrete più una ciabatta uguale all’altra, le vostre infradito se lasciate incustodite
diventeranno un puzzle, i calzini resteranno spaiati a vita e la lavatrice non avrà più colpe, le vostre maglie
saranno decorate da buchi alternativi, sarete inondati da bava e da quella sensazione di pelle che tira,
non servirà più una sveglia perché la anticiperemo una buona ora prima, e non ci saranno sabati e domeniche
nel nostro DNA, la mattina ha l’oro in bocca, sempre.
Sarete colpiti mille volte da quella insana sensazione di volerci defenestrare, portare al canile o legare in A14.
Ma ricordatevi che potrebbe mancarvi un giorno tutto questo…alla fine cos’è una ciabatta? A cosa vi serve?
Il pavimento è fatto per camminarci mica per mangiarci, cosa sarà mai un po’ di terra misto bava?
Non arrabbiatevi per quei buchi, è che quando facciamo le feste o abbiamo voglia di giocare, non conteniamo l’entusiasmo!
E poi pensateci bene: chi sa accogliervi come facciamo noi quando tornate a casa?
Siamo capaci di strapparvi un sorriso anche nella giornata più gragia.
Fidatevi: ne vale la pena.
E se per caso un giorno verrete presi da un momento di sconforto o metterete in dubbio il vostro amore per noi
o vi sembrerà che siamo diventati un peso, guardateci negli occhi: noi non vi tradiremo mai.

Guenda


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